OMIZUTORI: IL GIAPPONE TRA FUOCO E ACQUA

Tra i rituali buddisti più antichi del Giappone, con una storia millenaria, il Festival Omizutori (お水取り) viene celebrato nella prima metà del mese di Marzo: nonostante sia conosciuto come il Festival dell’Acqua, sono fuoco e scintille a radunare ogni anno migliaia di persone.

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Un monaco buddista fa roteare una torcia infuocata durante la cerimonia © Nature Conservacy

Questo evento ammaliante e coinvolgente si tiene, dall’anno 752 in poi, sempre nello stesso luogo: all’interno del Parco di Nara, e più precisamente nell’edificio Nigatsu-Do del famosissimo Todaiji, complesso templare che spicca sia per i suoi meravigliosi decori bianchi dipinti sull’imponente struttura di legno antico, sia per le meraviglie e le ricchezze culturali che contiene, tra cui l’enorme statua di Buddha Diabutsu alta oltre 15 metri.

buddha-diabutsu-tempio-tenohaLa maestosa statua di Buddha Diabutsu nel Tempio Todaiji © Renner Italia

La nascita della festa risale ad un’antica leggenda secondo cui, il fondatore del tempio, per inaugurarlo, diede una festa invitando moltissime divinità. Una di queste, Onyu-Myojing, arrivò in ritardo e per scusarsene fece sgorgare dell’acqua direttamente dal terreno dinnanzi al tempio: un’acqua sacra con proprietà curative che, ogni anno nello stesso periodo, fa capolino nel pozzo del tempio affinché i monaci la offrano alle divinità come segno di rispetto e venerazione.
Il festival consiste soprattutto in settimane di preghiera in cui i fedeli confessano i propri peccati e chiedono pace e tranquillità, ma è anche un’occasione di incontro e condivisione: nel magico contesto del tempio, tra cervi e fiori di camelia, è possibile assaggiare la tradizionale torta di riso dei monaci e ricevere bellissimi talismani portafortuna fatti a mano.

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    I tradizionali dolci di riso giapponesi utilizzati anche come cibo cerimoniale © Unsplash

    Elemento importante per Omizutori è il fuoco intorno al quale, nelle settimane di celebrazione, si susseguono molti riti: ogni sera, dopo il tramonto, è possibile assistere alla cerimonia Otaimatsu, in cui giovani asceti corrono sul balcone del tempio, facendo roteare delle grandi torce infuocate da cui cadono scintille sulla folla che cerca di farsi colpire. Si pensa infatti che questa “doccia di fuoco” porti fortuna e garantisca un anno prosperoso e felice.
      Le scintille di fuoco cadono sulla folla dal balcone del Tempio Todaiji © Japan webmagazine

      Il culmine dei festeggiamenti si raggiunge il 12 Marzo: la folla si moltiplica sotto torce di fuoco ancora più grandi e intorno alla mezzanotte avviene il vero e proprio Omizutori (letteralmente, “attingere l’acqua”). Nel buio della notte, tra fiaccole e suoni di tamburo, un gruppo di monaci viene accompagnato al pozzo per attingere l’acqua sacra, a quel punto comparsa, in vista della cerimonia Dattan dove viene offerta alle divinità. Questo passaggio si svolge a porte chiuse, ma la folla all’esterno rimane numerosa, in silenzio, tra i suoni di corni e campanelli udibili dall’interno.

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      Il gruppo di monaci buddisti raggiunge il pozzo per l’Omizutori © The Japanese Dreams

      Il festival si conclude il 14 Marzo, giorno in cui tutte le dieci grandi torce vengono posizionate sul bancone e accese contemporaneamente, mentre i monaci danzano e suonano strumenti tradizionali, ricreando un’atmosfera surreale e affascinante.
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      Un ciliegio in fiore durante l’Hanami © Unsplash

      La fine del Festival segna anche l’inizio dell’Hanami (花見 - letteralmente "guardare i fiori"), momento importantissimo nella cultura giapponese di cui vi abbiamo parlato qui.
      Si tratta della fioritura dei ciliegi in corrispondenza con l’inizio della primavera che, anche grazie alle celebrazioni dell’Omizutori, dovrebbe essere fertile e serena.

       

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