COWORKING: 5 MOTIVI PER LAVORARE IN UNO SPAZIO CONDIVISO

Siamo vicini a spegnere la candelina per l’anniversario della chiusura di tanti uffici nel nostro paese. Alcuni di questi - anche in una città contemporanea ed attiva come Milano, ricca di importanti headquarter, sedi di numerose società internazionali e spazi di coworking - non sono mai più stati aperti e restano ancora senza una prospettiva certa.

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Lo smart working, che nella sua accezione letterale inquadra il cosiddetto “lavoro agile”, è sicuramente diventato oggi una modalità di riferimento persino per moltissime aziende che fino al 2020, in periodo pre-pandemico, non avevano mai considerato l’idea di remunerare un lavoratore, dipendente o collaboratore, attivo esclusivamente lontano dall’ufficio. Tuttavia, per una grande fetta di lavoratori non è cambiato nulla: parliamo dei freelance, o liberi professionisti.

Da sempre un esercito di freelance invade i coworking di tutto il mondo, Milano inclusa, con la libertà di scegliere una postazione modulare e dotata divari comfort, senza necessariamente caricarsi con continuità dell’affitto di uno studio o di un ufficio. A seconda della tipologia di lavoro, scelgono se optare per un open space condiviso, per una scrivania all’interno di un ufficio, se diventare nomad workers (lavorando viaggiando) o se ritagliarsi una postazione nello spazio di casa.

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Il lavoro da casa, soprattutto per chi ha iniziato “forzatamente” la sua esperienza di smart working solo durante il lockdown, ha sicuramente dei lati positivi, ma non è per tutti. Ad esempio, per coloro che non hanno grandi metrature in casa, spesso è un problema dividere gli spazi col proprio partner, con i figli o la propria famiglia, frequentando peraltro lo stesso ambiente durante l’orario lavorativo, oltre che prima e dopo. I rischi sono molteplici: essere poco produttivi, on finire mai di lavorare e cadere continue distrazioni - per citarne alcuni. Per questo moltissimi lavoratori dipendenti stanno optando per la possibilità di tornare a lavorare in un coworking.

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Lo stimolo ricreato negli ambienti condivisi, infatti, è spesso produttivo e rilassante, la pulizia delle postazioni e tutti i comfort presenti li rendono opzioni convenienti visti i prezzi modulari e ridotti. Il rispetto degli altri lavoratori è cruciale, dato che spesso troviamo zone dedicate alle telefonate, le sale relax lontane dalle postazioni e l’assenza di musica e chiacchiere che possiamo riscontrare in alcuni uffici o nelle mura domestiche.

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Ecco 5 motivi per cui nel 2021 è importante considerare l’idea di spostarsi in un coworking:

  1. CONTAMINAZIONECome dicevamo, essere circondati da altri lavoratori, spesso aperti a collaborare o concentrati sul proprio lavoro, stimola la produttività e il benessere mentale. Consapevole che la propria postazione è più sostenibile di un ufficio aziendale e che fa ridurre i consumi in casa, è qualcosa da non sottovalutare
  1. COMMUNITY: Entrare in un ambiente ricco dal punto di vista creativo e culturale cambia la propria attitudine verso il proprio lavoro, la propria routine e la propria autostima. Le convenzioni offerte dai coworking e la condivisione dei servizi crea spesso un senso di community lavorativa - giovani imprenditori, professionisti o freelance che siano - tra “non colleghi”. Il rischio della sensazione di solitudine del lavoro da casa, qui, è molto remoto.
  1. COMFORT E OTTIMIZZAZIONE: Se molti di voi hanno considerato il lavoro da casa come un grande risparmio di tempo per il tragitto casa-lavoro, altri sanno bene cosa vuol dire avere 45 minuti per una pausa pranzo e non avere tempo di cucinare, così come potersi concedere una pausa caffè al bar, avere uno spazio verde nell’ufficio, una connessione estremamente veloce, una conference room dove potersi isolare per chiamate e riunioni, così come ospitare colleghi o clienti. La forza di un coworking sta spesso nei servizi accessori come il bar, il ristorante, le sale meeting, una stampante di qualità o la velocità del wifi.
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  1. FLESSIBILITÀ: La possibilità di upgrading tra il semplice accesso al coworking, l’avere una postazione fissa, un corner dedicato, una meeting room temporanea, un ufficio vero e proprio fa sì che il cliente di un coworking possa crescere e scegliere quanto investire all’interno dello stesso spazio di lavoro, senza essere condizionato dai prezzi.
  1. CONDIVISIONE: Lo spazio di un coworking da la possibilità di lavorare accanto alle scrivanie di persone con skills completamente differenti dalle proprie. Scoprire i metodi e i ritmi di lavoro di tante nuove persone permette di cambiare il proprio mindset e di lasciarsi ispirare dai coworkers. Una chiacchiera da caffè su un problema lavorativo su cui lavori da mesi può essere risolto da un nuovo contatto o da un punto di vista di chi lavora in un altro settore. Lasciare i propri spazi ed immergersi in un ambiente dinamico vuol dire uscire dalla propria comfort zone, per provare a migliorare il modo in cui concepiamo il lavoro e il modo in cui lavoriamo.

    E voi? Dove vorreste lavorare nel 2021?

 

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