MUSEI A CIELO APERTO: L’ARCIPELAGO DELL’ARTE

In Giappone esiste un luogo in cui le opere d’arte sono perfettamente integrate con la natura ed il paesaggio locale: è Benesse Art Site, progetto artistico sperimentale nato intorno alla metà degli anni ‘80 grazie alla collaborazione tra Benesse Holdings Inc. e Fukutake Foundation sulle piccole isole di Naoshima, Teshima e Inujima, nel mare interno di Seto, a sud del paese.

Uno degli spazi del Benesse House Museum Cafe © Susan Q Yin

Visitare questo arcipelago, un paradiso della Land Art e della creatività, è una cosa da fare almeno una volta nella vita e rappresenta un vero e proprio viaggio nel passato: i pochi abitanti rimasti vivono secondo antiche tradizioni, solamente in un numero limitato di luoghi è presente il wi-fi e la natura risulta ancora a tratti brulla ed incontaminata.

Una delle più celebri prospettive sull’isola di Naoshima © Victor Lu

Tutto ebbe inizio sull’isola di Naoshima, quando venne fondata la Benesse House dall’archistar di fama mondiale Tadao Ando, ​​con l’obiettivo di formare spazi creativi nell’arcipelago. Il complesso è formato da un museo e da un albergo arredato con oggetti di design e opere d’arte, che lo rendono in questo modo una struttura dedicata con uno standard molto elevato: scegliendo questa sistemazione, peraltro, si ha la possibilità di accedere ai musei oltre l’orario di chiusura, per poter ammirare opere come “Pool With Reflection of Trees & Sky” di David Hockney, “One Hundred Live and Die” di Bruce Nauman o “White Alphabets “di Jasper Johns.

Il Teshima Art Museum © Denis Kovalev

Se non si desidera soggiornare alla Benesse House, si può optare per altre sistemazioni come le yurte, strutture mobili a pianta circolare disposte sulla spiaggia (ispirate a quelle celebri e tipiche della Mongolia) o i minsjuku, ovvero camere di abitazioni private rese disponibili agli ospiti.

Gli interni del Benesse House Museum Cafe © Susan Q Yin

Oltre alla Benesse House, a Naoshima è possibile visitare anche il Chichu Art Museum, che ospita i cinque dipinti della serie “Water Lilies” di Claude Monet e il Lee Ufan Museum, dedicato al lavoro dell’artista coreano dagli anni Settanta: entrambe gli spazi portano i visitatori ad ammirare le strutture e le opere stesse fondendosi in un tutt’uno con la natura.

“Three Squares Vertical Diagonal” l’installazione di George Rickey sull’isola di Naoshima © 1586Shutterstock

Meritevole di una visita è sicuramente anche il quartiere di Honmura, sede dell’Art House Project, progetto di arte diffusa durante il quale gli artisti scelgono alcune abitazioni abbandonate e le trasformano in un luogo d’arte in dialogo con il quartiere e la sua tradizione.
Ma oltre al benessere mentale e per l’occhio, anche il corpo vuole la sua parte: anche a Naoshima non mancano gli Onsen, tra cui i bagni I love  dell’artista Shinro Ohtake, dove è possibile rilassarsi e godersi le calde acque termali.

Uno dei tanti splendidi pattern che fondono natura e design sull’isola di Naoshima © Susan Q Yin

Infine Teshima e Inujima, le altre due isole dell’arcipelago che, seppur più piccole e meno visitate rispetto alla loro sorella più grande, ospitano grandi tesori. Sulla prima è presente il Teshima Art Museum dell’artista Rei Naito e dell’architetto Ryue Nishizawa, riconoscibile per la sua forma di goccia d’acqua e per i vicini campi di riso a picco sul mare, mentre su Inujima si trova un sito di archeologia industriale trasformato in museo incentrato su temi legati alla sensibilità ambientale e tutte le sue risorse.

Buon viaggio nell’Arcipelago dell’Arte!

 

 

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