SUKIYAKI, IL PIATTO TRADIZIONALE DELLA CUCINA GIAPPONESE

Il sukiyaki (すき焼き si pronuncia “suu-kee-ya-kee”) è una delle ricette più popolari nella cucina giapponese: un piatto unico tradizionale che combina diversi ingredienti, come carne di manzo brasata, verdure, scalogno, funghi, tofu, spezie, noodles e uova, in un brodo caldo.

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Il Sukiyaki di TENOHA Milano © TENOHA Milano by Anna Daverio

Pietanza classica in inverno, simile agli hot-pot cinesi, è uno dei cosiddetti “nabemono”, tradotto letteralmente “cose da pentola”. Emblema di convivialità e socialità, data la sua cottura lunga viene spesso consumato durante i bonenkai, le feste tra amici e colleghi, in compagnia, mentre si parla a tavola durante occasioni speciali.

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Poster - The Tale of Edo Sukiyaki © Behance - SHA inc.

Questa specialità tradizionale giapponese ha una storia enogastronomica evoluta, che affonda le sue radici a più di 1300 anni fa. Il significato letterale di “sukiyaki” è infatti "grigliata su un aratro" e si riferisce al tempo in cui pesce e tofu venivano grigliati all'aperto dagli agricoltori, senza attrezzature da cucina, utilizzando un vomere invece di una piastra di ferro.

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Winter Blues - Homemade Sukiyaki © Itadakimasu Anime!

Per come lo conosciamo oggi, il sukiyaki è uno sviluppo della cucina nipponica moderna emersa alla fine del periodo Edo. Quando il Buddismo fu introdotto in Giappone, infatti, l'uccisione di quadrupedi per cibarsene era proibita ufficialmente: le persone si astenevano dal mangiare carne e gli animali erano considerati essenziali al lavoro.
Durante il periodo Meiji, a cavallo tra XIX e XX secolo, il contatto prolungato con la cucina occidentale e le scelte politiche nazionali hanno cancellato il tabù del consumo di carne, portando alla formale abrogazione del divieto nel 1872.

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Un taglio di Manzo Wagyu Kagoshima 5A © TENOHA Milano by Anna Daverio

Il sukiyaki è oggi spesso consumato in ristoranti che propongono anche lo shabu shabu, altro piatto molto simile della tradizione culinaria giapponese, in cui è parimenti utilizzata come ingrediente la pregiata carne di Kobe. Cosa c’è di diverso tra shabu shabu e sukiyaki? La differenza è nel gusto: il sukiyaki ha un sapore molto più forte.
Per capire quanto questa specialità sia non solo radicata, ma anche comune in Giappone, basti pensare che esistono ormai da diversi anni sul mercato tanti snack salati al gusto di sukiyaki: patatine e biscotti salati contraddistinti da un gusto di soia, uova e carne.

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Accessori per la preparazione del Sukiyaki © TENOHA Milano by Anna Daverio

Un’altra particolarità del sukiyaki è la significativa differenza tra Est e Ovest del Giappone, ovvero tra le regioni del Kansai, dove si trova Osaka, e del Kanto, dove si trova Tokyo.
Per esempio, a Tokyo gli ingredienti vengono bolliti tutti insieme nella warishita - una salsa di soia, mirin, sake e zucchero - precedentemente scaldata, mentre ad Osaka la carne viene prima cotta alla griglia, per poi aggiungere gli altri ingredienti portando ad ebollizione in acqua e sake. Nel Giappone orientale gli ingredienti vengono mescolati nel brodo di cottura in precedenza (Kanto Style), mentre nella parte occidentale vengono legati con la salsa al momento del consumo (Kansai Style).


La famosa canzone “Sukiyaki” incisa da KyuSakamoto nel 1961

Una curiosità? Il brano "Ue Wo Muite Aruko", successo nella storia della musica nipponica, inciso nel 1961 da Kyu Sakamoto nel periodo Showa, è conosciuto con il titolo alternativo "Sukiyaki", non perché dedicato alla ricetta giapponese, ma per la preoccupazione che quello originale sarebbe stato troppo difficile da pronunciare.
Si tratta di uno dei singoli più venduti di tutti i tempi a livello internazionale, con oltre 13 milioni di copie: non è solo l'unica canzone giapponese, ma addirittura la prima assoluta non europea ad avere mai raggiunto la vetta delle classifiche di Billboard Hot100 negli USA, restandoci per diverse settimane nel 1963.In tempi recenti, è stata utilizzata all’interno della colonna sonora del film d'animazione giapponese “La Collina dei Papaveri” diretto da Gorō Miyazaki, figlio di Hayao, nel 2011.

 

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