TAMAGOTCHI: UNA STORIA DI TECNOLOGIA E AMORE

Tamagotchi è il celebre cyber-pet elettronico lanciato nel 1996 in Giappone: un piccolo gioco portatile che con oltre 80 milioni di unità vendute è certamente un oggetto simbolo per l’intera generazione di bambini ed adolescenti cresciuti a cavallo degli anni Novanta e Duemila.

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Una delle tante collezioni di Tamagotchi colorati ©
tech.everyeye

Il termine Tamagotchi (たまごっち) deriva dalle parole たまご (tamago), che significa “uovo”, e ウォッチ (uotchi), che è l’equivalente dell’inglese “watch” - guardare. Questo è infatti il concept che sta dietro al gioco: accudire, come fosse un vero e proprio animale domestico, la piccola creatura digitale che cresce all’interno di un uovo in plastica, composto da micro-chip, schermo LCD e piccoli tasti.
Il modello originale aveva inoltre una piccola catenina all’estremità che lo trasformava in un comodo portachiavi, un oggetto che fosse sempre possibile portare con sé: non esisteva posto o momento in cui non ci si potesse prendere cura del proprio cucciolo.

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Un’edizione speciale di Tamagotchi dedicata a Pacman
© prnewswire

Tamagotchi fu concepito da Akihiro Yokoi e Aki Maita e messo in commercio da Bandai - tra le più grandi compagnie produttrici di giocattoli al mondo - il 23 Novembre 1996 in Giappone e il 1º Maggio 1997 nel resto del mondo, nella prima originale versione a cui ne seguiranno molte altre.
Il successo fu clamoroso e immediato: i primissimi modelli andarono letteralmente a ruba e si stima che in Giappone, durante le prime settimane di distribuzione, mediamente ne venisse acquistato circa uno al secondo. Solo tra il 1996 e il 2007 si sono contate nel mondo 37 edizioni di Tamagotchi e sono state create versioni di questo animale da compagnia all’interno di manga, anime, videogiochi per tutte le console (GameBoy, Wii e Nintendo DS per citarne alcune), serie animate e film.

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Una serie di Tamagotchi brandizzato Pokémon ©
tech.everyeye

Lo slogan del prodotto coglieva la semplice eppure geniale essenza del gioco: “Vive in un uovo spaziale e con le cure adatte si trasformerà in un adorabile cucciolo virtuale. Dovrete allevarlo fino a quando, ormai adulto, lascerà il guscio per ritornare nel suo pianeta.”.
Una volta nato, l’animaletto rimaneva “bambino” per un massimo di 24 ore, all'incirca l'equivalente di un anno Tama. Qual è il record di sopravvivenza per un Tamagotchi? Anche se erano soliti morire dopo poco tempo, in seguito a qualche giorno di mancanza di cure amorevoli, si dice che il più vecchio abbia vissuto 145 anni Tama, ovvero, circa 3 mesi!

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Una delle versioni più recenti di Tamagotchi © Charla Jones - The Toronto Star via ZUMA Wire

Tamagotchi potrebbe sembrare un semplice passatempo, ma l’insegnamento che si cela dietro il gioco è molto più profondo di quello che si possa pensare. In questo prodotto infatti si può leggere la capacità di sviluppare i sentimenti di affetto, protezione e appartenenza, istruendo adolescenti e bambini a non sottovalutare l’aspetto più importante dell’esistenza umana: l’amore verso il prossimo.

 

 

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